ITALIA-GIAPPONE. A TOKYO SI VENDE IL RISO DEI SAMURAI DEL PERIODO EDO. COLORE PIÙ AMBRATO, CONSISTENZA PIÙ GRANULOSA, SAPORE PIÙ POROFONDO

Come e’ noto, uno dei cibi giapponesi per eccellenza e’ il riso. Il riso, per gli abitanti del Paese del Sol Levante, rappresenta non solo un semplice alimento ma un vero e proprio simbolo di ricchezza. Basti pensare che nei tornei di sumo e’ consuetudine offrire tra i premi ai vincitori proprio del riso. Tuttavia, il sapore del riso e la sua lavorazione e’ cambiata negli anni e nei secoli, nonostante sia da sempre

l’alimento base della dieta giapponese.

A Tokyo esiste un negozio, Sumiyada Shoten, che vende un riso che ha lo stesso sapore del periodo Edo (epoca giapponese che va dal 1603 al 1868, corrispondente con le famose figure storiche dei samurai). Edo e’ anche il nome che aveva Tokyo prima del 1868.

La differenza principale con il riso odierno sta nel processo di lucidatura e di cottura. Se oggi esistono macchine che si occupano della lucidatura dei chicchi, nel periodo Edo il processo veniva fatto con ruote ad acqua, che rimuovevano solo uno strato superficiale, dando cosi’ al riso un colore piu’ ambrato.

In seguito, dopo averlo lavato velocemente, il riso veniva lasciato a bagno dalle due alle tre ore prima della cottura. Oggi per la cottura esistono gli appositi bollitori, ma all’epoca il riso era portato subito ad alte temperature. Come risultato, l’iniziale color ambra scompariva per far emergere un color bianco neve.

Tuttavia, l’aspetto e l’aroma, la consistenza piu’ granulosa, pare invoglino a mordere il chicco. Il sapore infine e’ piu’ profondo e quasi piu’ dolce man mano che si va avanti col mangiarlo.

(Jief/Dire)