Giappone: “Randoseru”, lo zaino dei più piccoli

In Italia, sin dalle scuole elementari, i bambini “plagiati” dalle pubblicità si preoccupano già di essere all’ultima moda, non solo nell’abbigliamento ma anche negli accessori per la scuola.

I genitori si ritrovano, quindi, a dover far le corse per accaparrarsi l’astuccio dei personaggi in voga nel momento, o lo zaino visto in pubblicità il giorno prima.

Tutto questo in Giappone non accade, per lo meno per quanto riguarda lo zaino dei bambini delle scuole elementari.

Il “randoseru“, questo è il nome dello zainetto dei bimbi nei 6 anni di scuola elementare, ha caratteristiche comuni standard per tutti i ragazzi: 23 cm di altezza, 18 di profondità e 30 di altezza.

Fino a qualche anno fa non c’era molto da scegliere per quanto riguardava il colore: nero per i maschietti e rosso per le femminucce.

Ora questa restrizione appartiene solo alle scuole più conservatrici, mentre in quelle di più larga veduta, è possibile sfoggiare zainetti dei più disparati colori, mantenendo comunque costanti le misure.

Il mercato propone diverse soluzioni di randoseru, dalle più economiche fino a giungere addirittura ai 50,000 yen e oltre.

E’ da dire comunque che grazie alla loro tipica robustezza (i materiali principali che li compongono sono la pelle e il cuoio) gli zainetti riescono non solo ad accompagnare i bimbi durante tutto il loro primo percorso scolastico (le scuole elementari) ma alle volte vengono addirittura tramandati di generazione in generazione. Inoltre, i produttori di questi zaini, offrono solitamente una garanzia di 6 anni (proprio considerando la durata delle scuole elementari).

I bimbi giapponesi sono soliti attaccare al loro zainetto un fischietto (da utilizzare in caso di pericolo per attirare l’attenzione e l’aiuto dei passanti) e catarifrangenti per essere più visibili al buio.

RD