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Il Giappone cresce in Italia

(C)Davide V. D. Mazzilli

Negli ultimi anni si registra una forte e costante crescita della presenza del Giappone in Italia, in termini culturali quanto nel business e negli investimenti.

L’aspetto piu’ innovativo e probabilmente piu’ importante  e` proprio quello che riguarda la passione che l’Italia mostra per la cultura nipponica: se fino a pochi anni fa si pensava ancora al Giappone prevalentemente in termini di tecnologia  avanzatissima, innovazioni curiose e ai settori trazionali quali l’automotive e l’elettronica di precisione, si registra oggi, in aggiunta ai modelli di riferimento tradizionali (da sempre amati e seguiti da una nicchia di appassionati), la voglia di scoprire molti più aspetti legati alla cultura del paese.

 

Uno su tutti la cucina, sempre piu’ non solo sushi e sashimi, con il lavoro di promozione enorme svolto dalle associazioni che piu’ e meglio si occupano di questo settore, come La via del Sakè di Milano, o Waraku a Roma.

Altro aspetto culturale in forte crescita in Italia e` lo studio della lingua giapponese, anche qui grazie alle organizzazioni nate per promuovere la conoscenza del Giappone proprio attraverso l’approfondimento della sua cultura e delle sue tradizioni.

Questa nuova visione del Giappone investe anche il sempre in crescita settore turismo, dove e` possibile trovare destinazioni e pacchetti sempre piu’ variegati e ben strutturati: alle solite visite a Tokyo ed Osaka si affiancano mete più ricercate, spesso accostando al tradizionale viaggio turistico anche quello enogastronomico, alla scoperta di prodotti locali e dei più particolari e nascosti scenari naturali.

 

Sul versante dell’interscambio economico tra i due paesi, la recente visita del premier Renzi in Giappone per rafforzare il legame tra i due paesi è stata molto importante, e fa seguito ad un processo di operazioni finanziarie già in corso da tempo: basti pensare, solo per citare gli ultimi esempi in ordine di tempo, all’acquisizione della Hitachi di Ansaldo STS e Ansaldo Breda, o quella della Mitsubishi di DelClima di proprietà della De Longhi.

Cio` che maggiormente salta agli occhi degli addetti ai lavori e` l’estensione delle dinamiche di investimento giapponese in Italia (collaborazioni commerciali, joint venture, acquisizioni etc) a molti soggetti nuovi giapponesi, come aree di business (il food, ad esempio, sara` teatro di prossimi importanti business e sinergie) e come aree geografiche di insediamento (sia in Giappone, con grosse corporate attive per lo piu’ nelle zone Sud e Ovest del paese, sia in Italia, dove verranno coinvolte realta` importanti in zone quali Toscana, Lazio, Sardegna oltre la gia` ben nota Lombardia).

 

Sempre piu’ fortemente punto di riferimento per le dinamiche dei rapporti economici e culturali tra i due paesi, la Japan Italy Economic Federation (JIEF), potente organizzazione giapponese fondata e presieduta dall’italiano Daniele Di Santo, che raccoglie molti dei principali gruppi multinazionali protagonisti delle prossime iniziative di rilievo in Italia, offre un punto di vista privilegiato in particolare sulle ricche aree a sud ovest del Giappone, tradizionalmente trascurate dalle istituzioni italiane, non ancora in grado di gestirne le peculiarita` e le complessita`.

Il punto sui prossimi investimenti bilaterali, sui protagonisti italiani e giapponesi, su tematiche quali Made in Italy e Made in Japan come valori aggiunti nel mercato globale, ma anche su cultura e territorio verra` discusso nel corso del prossimo Nishinippon Business Forum, forum economico annuale, giunto alla terza edizione, che raccoglie i piu’ importanti esponenti delle due comunita` d’affari e istituzionali e che vedra` come di consueto l’Italia protagonista di un panel internazionale di altissimo livello, in una delle aree piu’ strategiche dell’Asia e del mondo.

 

Yumi Ito

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