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ONE PIECE diventa uno spettacolo di KABUKI

Il famosissimo manga ONE PIECE, che da più di quindici anni appassiona i fan di tutti il mondo, dopo essere stato trasposto in anime è diventato ora anche uno spettacolo di kabuki, che rimarrà al teatro Shochiku di Toyko fino al 25 novembre.

La parola, che indica la forma di teatro popolare nata in Giappone agli inizi del ‘600, è costituita da i tre ideogrammi 歌ka (canto), 舞 bu (danza), 伎 ki (abilità). La sua novità rispetto ad altri tipi di teatro tradizionale consisteva nella rappresentazione di episodi, solitamente drammatici, realmente accaduti e il fatto che si rivolgesse a uno strato ampio della popolazione, ovvero l’emergente classe borghese cittadina che comprendeva commercianti e artigiani.

Ma che cosa ha in comune una disciplina tanto antica con un prodotto dei giorni nostri come ONE PIECE?

Il manga narra la storia di Rufy, un giovane pirata sognatore che da piccolo ha inavvertitamente mangiato un frutto che lo rende un “uomo di gomma”, permettendogli di allungarsi e deformarsi a piacimento. L’obiettivo che lo ha spinto in mare è quello ambizioso di diventare il “Re” dei pirati e di ritrovare il leggendario “One Piece”, un magnifico tesoro di cui nessuno conosce l’ubicazione.

Durante questa incredibile avventura si unirà a Rufy una ciurma di amici bizzarri e stravaganti, pronti a combattere insieme a lui anche i nemici più temibili. Protagonista indiscusso dello spettacolo è Ennosuke, appartenente alla quarta generazione di una famosa famiglia di attori kabuki, che confonderà gli spettatori passando velocemente dai panni di Rufy a quelli della Imperatrice Hankook fino a vestire quelli di Shanks, altro personaggio chiave del manga.

Intervistato in occasione della prima, ha dichiarato che quello che lo ha spinto a intraprendere un progetto tanto coraggioso è stata la voglia di provare a fare qualcosa di diverso rispetto all’anime.

Più interpretava Rufy più sentiva una certa affinità con quel personaggio che viene aiutato in mille circostanze dai propri amici ma che al tempo stesso possiede una grande forza centripeta, di coesione ed empatia.

Egli ci tiene a sottolineare di non aver voluto sfidare il manga e il suo autore ma piuttosto di aver voluto creare un’opera nuova che riuscisse a fondere la tradizione del mondo kabuki con un fenomeno mondiale nato dal mondo dei manga.

LINK http://www.onepiece-kabuki.com/, http://www.theaterguide.co.jp/theater_news/2015/10/09_02.php

Chiara Bronzini

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