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Olimpiadi di Tokyo 2020: quello che accade dietro le quinte in Giappone!

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C’è grande fermento per l’organizzazione delle Olimpiadi che il Giappone ospiterà nel 2020, e diversi sono i fronti su cui si lavora per accogliere al meglio gli olimpici.

Primo fra tutti è il lato economico a dover essere gestito: il Governatore di Tokyo, Yuriko Koike, insieme a Thomas Bach presidente del COI (Comitato Olimpico Internazionale), in seguito ad un primo incontro mirato a contenere più possibile i costi dell’evento, hanno pianificato una nuova riunione, prevedendo anche la presenza del Comitato Organizzatore di Tokyo e degli esponenti dell’amministrazione metropolitana.

Circa un mese fa e` stata avanzata la proposta di annullare la costruzione di tre strutture che sarebbero venute a costare oltre 3,000 miliardi di yen.

Tra queste, la Umi-no-mori Waterway, presso la baia di Tokyo, pensata per accogliere la disciplina del canottaggio: al suo posto e` stato proposto di utilizzare l’impianto esistente di Naganuma a Tome, risparmiando così i quasi 50 miliardi di yen necessari per la costruzione.

Entro la fine di ottobre si dovrebbe giungere, inoltre, ad una conclusione sia in merito alla stima dei costi che alle decisioni del Governo di Tokyo sulle location che ospiteranno i Giochi Olimpici.

Nel frattempo, sono diverse le città (se ne contano 122) che si stanno candidando per ospitare i ritiri degli atleti durante le Olimpiadi (come ad esempio la città di Sendai, che mira ad ospitare gli atleti italiani): saranno poi i vari Paesi a decidere se accettare o meno.

Nel settore sanitario, gli sforzi del Ministero della Salute non sono da sottovalutare: si sta infatti conducendo un’indagine per valutare i servizi medici rivolti agli stranieri nelle varie infrastrutture per garantire dei trattamenti opportuni ai numerosi stranieri che visiteranno il paese nel 2020.

Quello della lingua è, in particolare, il fattore che preoccupa maggiormente il personale delle aziende ospedaliere, che ha dichiarato di trovare difficoltà nel comunicare con i pazienti stranieri (sia per i trattamenti che per le diagnosi).

Da parte sua, il Ministero si è attivato sin dal 2014 avviando un progetto che sovvenziona parte dei costi relativi a traduzioni ed interpreti.

R.D.

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