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Notizie dal Giappone: accordo tra le baleniere giapponesi e USA – i Sea Sheperd Australiani non si fermano

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Si è concluso la scorsa settimana negli USA il processo che ha posto fine ad anni di scontri in mare aperto fra le baleniere giapponesi e i Sea Sheperd americani, attivisti contro la caccia ai cetacei.

La corte americana ha decretato il divieto per le navi degli attivisti di attaccare le navi giapponesi appartenenti all’ Institute of Cetacean Research and Kyodo Senpaku.

Il Giappone opera ufficialmente a fini di ricerca scientifica e ha iniziato la battaglia legale dopo che, durante svariate stagioni nei mari dell’Antartide, le proprie navi erano state oggetto per mesi di inseguimenti, attacchi con bombe fumogene, lanci di vernice, assalti all’equipaggio e gravi danneggiamenti agli scafi e alle eliche causati da corde.

La Corte Americana si è quindi espressa a favore dell’incolumità fisica dei giapponesi.

Sentenza che, tuttavia, non fermerà la flotta dei Sea Sheperd la cui divisione australiana, per bocca del leader Jeff Hansen, si è subito espressa affermando che “ Sea Sheperd Australia continuerà, battendosi affinchè la Corte Federale Australiana bandisca permanentemente il massacro delle balene all’interno del Santuario Australiano delle Balene.

Non siamo toccati dalla sentenza americana in quanto efficace unicamente su acque americane. Non ha effetti, quindi, sulle acque territoriali australiane e non ha valenza in alcun modo per la legge Australiana.”

Il Giappone ha ufficialmente interrotto la caccia alle balene nel 1987 a seguito di una moratoria internazionale.

Nel 2011 l’Institute of Cetacean Research ha ricevuto una severa ingiunzione da parte delle Nazioni Unite che condannavano l’istituto di aver mascherato attività di caccia a fini commerciali sotto la falsa dichiarazione di operazioni di ricerca scientifica.

Nell’ultima stagione, conclusasi a marzo, sulle baleniere giapponesi si contavano 333 balenottere minori.

La caccia è stata la prima a verificarsi da quando, nel 2014, la Corte Internazionale di Giustizia aveva sancito che le “operazioni di ricerca scientifica” del Giappone nell’Oceano australe contravvenivano alla precedente moratoria.

 

Virginia Grilli

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