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La famiglia in Giappone

In Giappone la famiglia riveste un ruolo fondamentale all’interno della società ed è tradizionalmente composta da padre e madre, uno o due figli e alcune volte a completare il quadro familiare vi è la figura di almeno uno dei nonni.

Gli estenuanti ritmi di lavoro, solitamente, costringono la figura paterna ad una prolungata assenza da casa, facendo ricadere totalmente (o quasi) sulla madre l’incombenza dell’educazione dei figli.
A lei spetta, oltre alla crescita della prole, la gestione finanziaria della famiglia, assumendo così un ruolo fondamentale all’interno della stessa.
A fare eccezione è il caso in cui il padre sia impegnato nella gestione di un’attività a conduzione familiare, svolta spesso sotto lo stesso tetto dell’abitazione, il che gli permette di godere maggiormente della compagnia del resto del nucleo familiare.
Ovviamente, non sono del tutto assenti i casi in cui le donne, pur essendo sposate, lavorano; ma la maggior parte delle volte queste scelgono molto presto di abbandonare l’ impiego per dedicarsi alla famiglia, a discapito della propria carriera professionale.
Spesso la decisione risulta piuttosto forzata dalla necessità di dedicarsi ai membri più anziani della famiglia o ai minori (le lunghe liste di attesa negli asili, ad esempio, lasciano poca scelta).
La famiglia giapponese è fondata sulla successione ma non è da intendere come una assoluta successione di sangue, bensì come un’ unione volta ad assicurare la continuità dell’istituzione della famiglia.
In Giappone è previsto che con il matrimonio i coniugi assumano lo stesso cognome, il che implica che uno dei due rinunci al proprio.
Quasi sempre è la moglie che acquisisce il cognome del marito anche se, in alcune circostanze, avviene il contrario: tipico esempio è quello della donna in carriera che tende a mantenere il proprio cognome.
I diversi aspetti che generalmente caratterizzano il nucleo familiare giapponese (la figura marginale del padre, a dispetto di una materna più affermata) insieme alle alte “pretese” della società (sia nell’ambito scolastico che lavorativo) sono i principali fattori scatenanti diversi fenomeni di disagio sociale, tra i quali spicca quello che prende il nome di “Hikikomori”: i giovani definiti tali tendono ad isolarsi dalla società in maniera estrema, assumendo uno stile di vita che molto si discosta dalla normalità, e limitando i rapporti con l’esterno ai soli via internet, e spesso invertendo il ciclo di sonno-veglia.

R.D.

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