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In Giappone sempre più persone muoiono in solitudine e nessuno reclama le urne

Diversi cimiteri municipali del Giappone si trovano, negli ultimi anni, a dover affrontare il problema della conservazione di tante urne non reclamate da nessun parente.
E’ il caso, ad esempio, del cimitero della città di Saitama, che conta circa seicento urne non recuperate.

La conseguenza è che lo spazio a disposizione sta rapidamente diminuendo e presto terminerà.
Ultimamente, un numero sempre maggiore di frammenti ossei o ceneri restano nei cimiteri senza che nessuno li reclami: in passato, invece, i casi erano più isolati, e riguardavano maggiormente le persone non identificate.
Oggi, purtroppo, il fenomeno avviene anche nei casi in cui l’identità del defunto è nota. Le ragioni sono diverse ma, spesso, riconducibili alla mancanza di rapporti stretti con il defunto, seppure in presenza di legami di sangue (tanti, sempre di più, gli anziani che vivono in solitudine e in condizioni economiche al limite).
Tutto questo comporta per lo Stato una spesa non indifferente (considerando che il problema coinvolge più o meno equamente l’intero territorio nazionale).
Ogni comune è responsabile, in questi casi, della cremazione, con costi che variano dai 200.000 yen ai 250.000 yen per ogni defunto.

R.D.

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