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Il “love hotel” che diventa una guesthouse per turisti da tutto il mondo

Se almeno una volta avete immaginato come sarebbe soggiornare in un love hotel ce n’è uno nel quartiere di Asakusa a Tokyo che fa al caso vostro.

Aperto nel 2013, il Khaosan World nasce da quello che era un “love hotel”, rimasto in attività per quasi 30 anni, ora rimodellato e adattato per un nuovo uso.

La lobby, piena di specchi e lanterne, ospita un sontuoso candeliere e le scale con il corrimano dorato conducono alle camere.

All’ingresso è possibile scegliere quella desiderata, consultando un display che abbina alla foto di come la camera appare all’interno un numero.

Sarà questa atmosfera unica e un po’ kitsch, che conserva le tracce di quello che fu, ad attirare in particolare ospiti stranieri, che costituiscono il 90% della clientela del Khaosan.

Un ulteriore motivo della sua popolarità, secondo l’assistant manager Yamamoto Keina, è il fatto che non si tratti di un albergo (men che meno di un love hotel) ma di una guesthouse, alloggio privilegiato soprattutto dalla comunità mondiale di backpackers, che sempre più spesso sceglie il Giappone come meta per i propri viaggi.

Con soli 2200 yen (circa 16 euro) si può prenotare un letto in una stanza dormitorio e avere accesso ai servizi e alla cucina in comune.

I Khaosan in Giappone sono oggi 13 e il loro numero è aumentato piuttosto rapidamente da quando venne aperto il primo nel 2004.

Il nome deriva dalla celebre Khaosan Road di Bangkok, noto luogo di ritrovo e svago per i viaggiatori stranieri che si spostano con pochi soldi e solo lo zaino in spalla.

“Quello che a noi membri dello staff viene chiesto spesso dai visitatori sono consigli su cosa vedere o cosa fare per poter vivere il vero Giappone.

Qualcosa insomma che non si possa trovare sulle solite guide turistiche ma solo confrontandosi con le persone del luogo”.

E questa location di Khaosan permette ai suoi avventori di vedere con i propri occhi un aspetto del Giappone, quello dei love hotel, su cui spesso si tende a fantasticare all’estero.

http://www.khaosan-tokyo.com/

Chiara Bronzini

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