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Il governo giapponese e l’articolo 9 della Costituzione

Foto: asahi.com

Il Giappone è stato fino ad ora, a partire dalla fine della seconda Guerra Mondiale, un paese pacifista che, poggiando l’intero pilastro della politica estera sull’articolo 9 della “Costituzione di pace”, ha sempre dichiarato di rifiutare l’uso della forza come soluzione alle dispute internazionali, persino in relazione alle missioni di pace internazionali.

Negli ultimi mesi, però, il Governo giapponese, nella persona del premier Abe ha aumentato la pressione e fatto approvare due disegni di legge che, qualora tramutati in legge, permetteranno di reinterpretare l’articolo 9 in modo completamente rivoluzionario.

A nulla sono servite le numerosi manifestazioni pacifiste della popolazione delle scorse settimane, nonche` l’ostilità e la ferma opposizione da parte della Cina, intenta nella costruzione di numerose isole artificiali nel mar Cinese meridionale.

 

Le pressioni degli Stati Uniti sul Giappone, con la speranza di averlo al loro fianco in un ipotetico scontro con le potenze dei Brics, sarebbe una delle motivazioni alla base della decisione del Governo giapponese in merito all’articolo 9 e al contestuale stanziamento di 36 miliardi di euro per la Difesa.

 

(Sonia P.)

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