Il Ministro degli Esteri giapponese, Toshimitsu Motegi, ha espresso al suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, l’auspicio che “Iran e Stati Uniti possano riprendere al più presto i negoziati per giungere a un accordo definitivo e porre fine alle tensioni bilaterali”.
Il colloquio telefonico, avvenuto sabato pomeriggio (ora locale) su richiesta di Teheran, mentre Motegi si trovava in visita ufficiale in Kenya, ha visto il capo della diplomazia nipponica sollecitare l’Iran a dimostrare la «massima flessibilità». Secondo quanto riferito dal Ministero degli Esteri di Tokyo, Araghchi ha illustrato la situazione attuale del Paese e le prospettive future nei rapporti con Washington; i due ministri hanno quindi concordato di mantenere un canale di comunicazione diretto e costante.
Durante il colloquio, Motegi ha inoltre ribadito l’importanza cruciale di garantire una navigazione libera e sicura nello Stretto di Hormuz, attualmente soggetto a un blocco di fatto.
Sul fronte energetico, fonti del Ministero dell’Industria giapponese confermano che è atteso oggi l’arrivo in Giappone della prima petroliera carica di greggio russo dalla chiusura dello Stretto. La nave consegnerà il carico, importato dalla Taiyo Oil Co., alla raffineria del gruppo nella prefettura di Ehime, nel Giappone occidentale.
Il petrolio proviene dal progetto Sakhalin-2, nell’Estremo Oriente russo, sito che beneficia di un’esenzione dalle sanzioni occidentali imposte a Mosca in seguito all’invasione dell’Ucraina. La Voyager, petroliera battente bandiera dell’Oman, era partita da Sakhalin a fine aprile. Nel quadro della strategia giapponese di diversificazione degli approvvigionamenti, lo scorso 26 aprile era già approdata al largo di Chiba un’altra nave carica di greggio statunitense destinato alla Cosmo Oil Co.
(R.D.)




