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I 10 autori giapponesi contemporanei imperdibili(5) Minato Kanae

I 10 autori giapponesi contemporanei imperdibili: parte 5
Questa piccola rubrica nasce dalla mia passione per la letteratura giapponese che mi piacerebbe condividere con voi. In particolare, vorrei parlarvi di quegli autori che si sono affermati nel panorama lettarario giapponese e internazionale e le cui opere sono disponibili anche in traduzione italiana. In fondo a ogni profilo troverete alcuni titoli per quelli di voi che volessero immergersi subito nella lettura.

Minato Kanae
Prima di debuttare con Confessione (Kohaku), Minato Kanae era una casalinga e insegnante di economia domestica.

Quando viene pubblicato nel 2008 in Giappone diventa subito un caso letterario il cui eco raggiunge anche gli Stati Uniti e l’Europa, venendo poi adattato in diverse versioni cinematografiche.

Da allora questa autrice si dedica alla scrittura di libri thriller e polizieschi, risultando tra l’altro una delle esponenti del sottogenere degli iyamisu (abbreviazione di iya-mystery, dove iya è il termine giapponese per indicare qualcosa di sgradevole), storie che fanno leva sul lato più oscuro dell’essere umano e dal quale il lettore trarrà un senso di disgusto.

E Confessione è sicuramente un libro disturbante, attraversato dal quesito fondamentale di cosa sia giusto e morale e cosa non lo è.

La protagonista è la giovane insegnante Yuko che da poco ha perso la sua bambina di soli quattro anni in un fatale incidente nella piscina della scuola media dove insegna.

É l’ultimo giorno di scuola per quell’anno e anche l’ultimo della carriera di Yuko la quale,nel discorso di saluto ai propri alunni,fa una rivelazione scioccante, ovvero che a uccidere la figlia sarebbero stati due di loro, che lei con freddezza identifica solo come A e B.

Il suo scopo non è quello di consegnarli alle forze dell’ordine ma piuttosto ha messo in atto una vendetta che si consumerà lenta e in maniera calcolata, in modo che la colpa di cui si sono macchiati tormenterà per sempre i due.

Per tutta la prima parte, narrata in prima persona dall’insegnante, è inevitabile trovarsi ad appoggiare la sua causa visto la grave tragedia che ha subito ma Minato è molto brava nel ricordarci che dall’altra parte ci sono due ragazzini di soli 13 anni.

Nelle settimane successive, attraverso un diario, un blog, una lettera emergeranno le motivazioni che hanno spinto A e B a commettere un omicidio tanto crudele, da ricercare in infanzie difficili fatte di insoddisfazioni e umiliazioni.

Sei capitoli in cui, con uno stile diretto e crudo e dal tono di un confessionale, questa autrice riesce a fare vacillare il lettore su questioni, come l’innocenza dei bambini, che aveva sempre dato per scontate.

Consigli di lettura:
Confessione

Chiara Bronzini

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