Relazioni serate – la mia esperienza di lavoro in Giappone!

Il Giappone è uno dei Paesi più belli del mondo e non soltanto per quanto riguarda le sue caratteristiche geografiche. La gente è sempre cordiale, non si fa mai mancare il sorriso e, per quanto la lingua sia un ostacolo per noi italiani (soprattutto per quelli che, come me, non sanno una parola in giapponese), troverà sempre un modo per aiutarti. Per non parlare dei templi, in particolare quelli più antichi, che sono una meraviglia.

Le differenze tra l’Italia e il Giappone sono soprattutto di carattere culturale: le usanze giapponesi sono totalmente diverse da quelle italiane e comportarsi come si farebbe in Italia risulta spesso la decisione più sbagliata. La società giapponese è ben strutturata e la gerarchia è sempre rispettata, anche e soprattutto nelle cose più semplici. In ascensore, ad esempio, ognuno ha il posto prestabilito in base all’importanza del ruolo che ricopre in azienda: chi ne sta ai vertici o comunque che detiene una carica di maggior rilievo, si colloca verso la fine dell’ascensore, mentre quelli che stanno al di sotto rimarranno vicino all’entrata.

Rientrando da lavoro, quindi all’orario di punta, mi sorprendo sempre di quanto formale sia l’abbigliamento da lavoro dei giapponesi. In Italia l’abbigliamento da ufficio è sempre molto elegante ma comunque molto vario, almeno per quanto riguarda le donne; qui invece consiste in un tailleur, spesso grigio o nero e sempre abbinato a dei tacchi. Per quanto riguarda l’abbigliamento maschile, fino al 2011 era obbligatorio per gli uomini indossare la camicia con le maniche lunghe e la cravatta, indipendentemente dalla temperatura. Per questo motivo negli uffici l’aria condizionata manteneva sempre una temperatura piuttosto bassa, producendo così non pochi sprechi. Dopo la distruzione della centrale nucleare di Fukushima, l’energia a disposizione è diminuita e il governo ha chiesto ai cittadini di ridurre al minimo gli sprechi. Per questo ora, nella stagione estiva, è permesso agli uomini di indossare camicie a maniche corte e di non portare la cravatta.

Incredibile però è che i giapponesi siano così rigidi in ufficio ma si rilassino moltissimo dopo qualche bicchiere di birra la sera, alla conclusione della giornata di lavoro. Particolarmente travolgente per loro è il vino: infatti ne basta qualche bicchiere perché si lascino andare e le persone che fino a mezz’ora prima erano sedute a tavola, composte e ordinate, possono diventare i migliori compagni per festeggiare qualsiasi piccolezza. La serata inizia sempre presto, verso le 18.30/19, e finisce anche altrettanto presto poiché difficilmente si supera la mezzanotte. I giapponesi sono sempre molto formali e si salutano sempre con l’inchino; l’inizio della serata è molto tranquillo, ordinano volentieri una birra, che è la bevanda alcolica che riescono a gestire meglio. Oltre alla birra, alcuni giapponesi bevono il cocktail o la bevanda alcolica che sanno essere in grado di gestire meglio: la prima volta che ho partecipato ad una serata di questo tipo il signore davanti a me aveva una birra, che ha finito in poco tempo, un bicchiere di vino, che ha impiegato tutta la sera per terminare, e un vodka tonic, che paradossalmente è la bevanda alcolica che regge di più dopo la birra. Da ricordare è che per loro non c’è niente di strano nel bere un cappuccino mentre pranzano con un piatto di pasta, quindi questi mix di alcolici non sono così indigesti come per noi occidentali. Nel momento in cui passano al vino la serata comincia a diventare più interessante, dato che questa bevanda li fa rilassare particolarmente. Lasciano da parte le formalità per passare ad un atteggiamento più amichevole e confidenziale, entrando quindi in un clima di festa e di divertimento. Oltre che dall’atteggiamento, si può vedere dal colorito della faccia come il vino sia particolarmente pesante per loro, in quanto diventano molto rossi. Ad un certo punto però non toccano più alcol, perché hanno raggiunto il livello massimo: i giapponesi non reggono l’alcol tanto quanto noi, quindi non ci vuole molto per raggiungere questo punto.

Di sera, tornando a casa, io e la mia coinquilina passiamo per i quartieri più affollati di Fukuoka e lo scenario è incredibile: ci sono moltissime persone ubriache, che fanno fatica a camminare. La maggior parte della gente che esce la sera sono maschi e sempre con l’abbigliamento da ufficio. Paradossalmente la cravatta, dopo un bel po’ di drink, è capitata diventare una fascia da legare intorno alla fronte, per rendere l’idea di come il loro atteggiamento cambi. Nessuno però diventa molesto: non mi è mai capitato che un giapponese, pur passando per le vie più brutte, mi disturbasse.

Se quindi arrivate in Giappone e vi sentite persi oppure vi sembra di essere in un altro mondo, non preoccupatevi: è tutto normale. Ma sarà sicuramente una terra che vi porterete nel cuore nonostante le difficoltà che dovrete affrontare vivendo qui.

(Marta B.)

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