Giappone: continua la lotta contro i suicidi

La piaga dei suicidi in Giappone è, purtroppo, un problema annoso e difficile da affrontare.
L’organizzazione no-profit con a capo Yukio Shige, un ex poliziotto settantatreenne in pensione, si impegna ogni giorno per ridurre più possibile il numero delle vittime.

Il gruppo, composto da 16 persone, si è occupato fino ad ora di monitorare le aree di Tojinbo (prefettura di Fukui), le cui scogliere sono note per essere scelte da molti per togliersi la vita: dalle 11 di mattina fino al tramonto, per 6 volte alla settimana, a rotazione, i volontari pattugliano la zona per cercare di distogliere le persone che si dirigono lì con lo scopo di suicidarsi (nel 2017 sono riusciti a salvare 5 persone).

Da quando l’organizzazione ha iniziato a monitorare la zona, si è registrata una diminuzione di suicidi annui: da 25 nel 2004 a 14 nel 2016.

Secondo il Sig. Shige, questa diminuzione è da attribuire anche ad una maggiore circolazione di persone in quei luoghi (dovuto al gioco PokemonGo che segna l’area delle scogliere come un “Pokestop” e che attrae un numero sempre maggiore di giocatori).

Questa maggiore affluenza di persone ha, pero`, avuto un contro-effetto, portando le potenziali vittime di suicidio a cercare luoghi più appartati e questo ha reso il lavoro dell’organizzazione ancora più difficoltoso: da quì la loro idea di utilizzare un drone che monitori la zona .

“Finora abbiamo monitorato da soli la zona ma con i droni potremmo raggiungere i luoghi che l’occhio umano non può raggiungere”, ha dichiarato il Sig.Shige.

Il Ministero della Salute ha approvato l’utilizzo del drone e deciso, inoltre, di coprirne l’intero costo.

R.D.