Convenience Stores: praticità incellofanata


In Giappone è possibile trovare oltre 40’000 “convenience stores”, conosciuti come “konbini”. La fortissima competizione tra i maggiori operatori come Seven Eleven, Family Mart e Lawson, spinge a produrre costantemente prodotti e servizi innovativi che rendono questi negozi realmente convenienti. La maggior parte di queste attività sono aperte 24 ore su 24, sette giorni su sette.
Queste catene offrono un’ampia gamma di cibi: vari tagli di carne, snack, come – ad esempio – gli “onigiri”, panini, dolci, “obento”, ramen istantanei, piatti da scaldare a microonde e cibi fritti. Alcuni piatti precotti possono essere scaldati direttamente in loco dal personale, in modo da renderli immediatamente consumabili. Naturalmente, è possibile trovare anche molti tipi di bevande, calde e fredde, anche alcoliche, come birra, vino happoshu, chuhai, nihonshu e shochu. La selezione cambia frequentemente e varia a seconda della stagione.


I prodotti acquistabili all’interno di questi mini-market spaziano anche nell’ambito della cura del corpo, cosmetici, ombrelli, giornali, riviste e fumetti.
Pur offrendo prevalentemente cibo, 7eleven, Lawson e Family Mart, vengono frequentati moltissimo anche per i molti servizi offerti al pubblico, spesso accessibili autonomamente tramite terminali multi uso. Primo tra tutti, utilizzatissimo anche dai turisti, il servizio bancario ATM (Automated Teller Machine), che permette di prelevare contanti dal proprio conto corrente bancario. Inoltre è possibile fotocopiare documenti, scannerizzarli, inviare fax, acquistare biglietti per moltissimi eventi in programma, stampare fotografie, pagare le bollette per il telefono, il gas, l’elettricità e inviare posta express per spedire pacchi anche molto grossi che in poche ore arrivano a destinazione in ogni angolo del paese.
Queste attività hanno avuto un grande successo per la loro comodità, come se in vendita non fossero più le merci ma la loro stessa comodità e praticità. Per i businessmen e le businesswomen giapponesi, che spesso non hanno nemmeno il tempo di tornare a casa per cambiarsi d’abito, avere un negozio sotto l’ufficio dove poter trovare a buon prezzo tutto ciò di cui necessitano alle tre di notte, è preziosissimo.
In tutto questo l’efficienza è impeccabile. Siamo in Giappone. Non ti fanno mai aspettare, nemmeno pochi secondi, il personale è sempre disponibile e gentile, veloce nelle operazioni. In tutto questo non c’è però nessuno scambio di sguardo, di sorriso, nessun tipo di comunicazione umana. Nemmeno due chiacchiere sul tempo. La gentilezza viene consumata unicamente nel comportamento servizievole e nelle parole cortesi, che però sono parole imparate dal manuale: benvenuto, scusi per l’attesa, grazie di essere venuto, arrivederci, ecc.


Per ora sono persone ad occupare questo ruolo, ma non ci sarebbe proprio bisogno che fosse un essere umano a farlo: rispetto alla mansione che offre, sarebbe più giusto impiegare un robot. Nella realtà invece trovi ancora degli esseri umani che lavorano da robot. Di conseguenza, anche la considerazione sulle condizioni dell’ambiente di lavoro ha qualcosa di disumanamente preoccupante.
In questo mondo globalizzato e dominato dalla logica delle multinazionali, ormai il cibo non è più fatto per essere mangiato, ma solo per essere riposto nel sottilissimo cellofan trasparente che avvolge qualsiasi cosa, dal cibo, al sapore, alle relazioni umane.

(Ilenia A.)